lunedì 12 gennaio 2009

s.antonio abate e i falò


ciao a tutti, tra pochi giorni e con precisione il 17 c.m. si ricorda S. Antonio Abate... questa ricorrenza è a me molto cara poikè mi ricorda la mia infanzia, la spensieratezza e la gioia del poco, mia nonna e la mia famiglia tutta intorno al "fucarone" e poi dalla brace l'odore delle salsicce arrostite e il sapore dei nostri panini con salsicce e "friarielli" (broccoli)....vi assicuro ke erano e sono speciali!!! ancora oggi a Scisciano (il mio paese d'origine) si usa conservare questa tradizione e per me è una cosa molto significativa!
adesso un pò di storia...
Nella sua iconografia compare oltre al maialino con la campanella, anche il bastone degli eremiti a forma di T, la ‘tau’ ultima lettera dell’alfabeto ebraico e quindi allusione alle cose ultime e al destino.
Nel giorno della sua festa liturgica, si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici; in alcuni paesi di origine celtica, s. Antonio assunse le funzioni della divinità della rinascita e della luce, LUG, il garante di nuova vita, a cui erano consacrati cinghiali e maiali, così s. Antonio venne rappresentato in varie opere d’arte con ai piedi un cinghiale.
Patrono di tutti gli addetti alla lavorazione del maiale, vivo o macellato; è anche il patrono di quanti lavorano con il fuoco, come i pompieri, perché guariva da quel fuoco metaforico che era l’herpes zoster, ma anche in base alla leggenda popolare che narra che s. Antonio si recò all’inferno, per contendere l’anima di alcuni morti al diavolo e mentre il suo maialino sgaiattolato dentro, creava scompiglio fra i demoni, lui accese col fuoco infernale il suo bastone a ‘tau’ e lo portò fuori insieme al maialino recuperato e lo donò all’umanità, accendendo una catasta di legna.
Per millenni e ancora oggi, si usa nei paesi accendere il giorno 17 gennaio, i cosiddetti “focarazzi” o “ceppi” o “falò di s. Antonio”, che avevano una funzione purificatrice e fecondatrice, come tutti i fuochi che segnavano il passaggio dall’inverno alla imminente primavera. Le ceneri poi raccolte nei bracieri casalinghi di una volta, servivano a riscaldare la casa e con apposita campana fatta con listelli di legni per asciugare i panni umidi.
È invocato contro tutte le malattie della pelle e contro gli incendi. Veneratissimo lungo i secoli, il suo nome è fra i più diffusi del cattolicesimo, anche se poi nella devozione onomastica è stato soppiantato dal XIII sec. dal grande omonimo santo taumaturgo di Padova.
Nell’Italia Meridionale per distinguerlo è chiamato “Sant’Antuono”.

3 commenti:

Cinzia ha detto...

Ciao, mi piacciono questi post, perchè si scoprono tradizioni del nostro paese che spesso nn conosciamo...
Grazie!
Cinzia

Anonimo ha detto...

Ciao....anke io ricordo il "fucarone" e i panini con salsiccia a friarielli....nel mio quartiere ora nn c'è più questa tradizione e mi dispiace tanto e credo ke a volte le tradizioni si perdano a causa di noi giovani ke nn le rincorriamo....tutti bravi a dire "bello il fucarone" ma quanti altrettanto bravi ad organizzarlo?
Baci
Milly

Anonimo ha detto...

E quest'anno c'ero anche io!!
ho visto il "fucarone" e ho mangiato un panino buonissimo... anche a grottaminarda si usa fare un grande falò ma noi lo chiamiamo "vampalenza" :-p
ciao ciao
Elisa

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